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04/04/2008: DAS HOHELIED DER LIEBE
Jutta Speidel e Bruno Maccallini DAS HOHELIED DER LIEBE (Il Cantico dei Cantici). Una distribuzione SONY-BMG ENTERTAINMENT Deutschland.
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03/04/2008: DOPO IL GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO E CRITICA, IN AUTUNNO "L'OSSO D'OCA" IN TV SU RAIDUE
E', a mio parere, la più bella commedia italiana da molto tempo a questa parte...Il loro contributo lo danno un Pino Micol in gran forma e uno straordinario Bruno Maccallini. (Franco Cordelli "Il Corriere della Sera").
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02/04/2008: UN COLPO DI TOSSE
Un mistero sceneggiato in venti minuti. Soggetto Roberto Della Casa. Sceneggiatura Antonella Ottai. Regia Bruno Maccallini.
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DAS HOHELIED DER LIEBE
dal Vecchio Testamento di e con Bruno Maccallini e Jutta Speidel.
X-Zine  (JPK)
Ingesammt also ein Qualitaetprodukt, das nur wenig Wünsche übrige laesst, ausser nach mehr. Man kann der Machern hierzu nur gratulieren.
On Line Musik Magazin  (Frank Becker)
Das nach einer Idee von Jutta Speidel und Bruno Maccallini sorgfaeltig eingespielte Album ist eine Botschaft des Friedens und der Liebe, das hübsch gemachte Booklet dazu ein wilkommener Begleiter mit den gesprochenen Texten.
ULTIMO APPELLO
di Bill C. Davis. Adattamento e Regia Bruno Maccallini. Con Paolo Ferrari e Jesus Emiliano Coltorti.
Il Tempo  (Tiberia de Matteis)
La religione vissuta come rapporto con gli altri in un match scenico senza esclusione di colpi.
La Stampa  (Masolino D'Amico)
La regia di Bruno Maccallini suscita un’intensità di attenzione poco comune.
L'Unità  (Aggeo Savioli)
Spettacolo denso con un ottimo Paolo Ferrari, ormai un veterano, e un emergente Jesus Emiliano Coltorti.
Spoletonline  (Redazione)
Successo straordinario al Caio Melisso per la prima assoluta di „Ultimo Appello“ che racconta il conflitto generazionale fra un anziano prete e un ribelle seminarista.
VAMPIRI !
di Fiammetta Carena. Regia Bruno Maccallini. Con Carlo Ragone, Patrizia Loreti, Franco Barbero, I Favete Linguis, Manfredi Aliquò e Antonella Salvucci.
Il Corriere della Sera  (Paolo Petroni)
Il lavoro trova nella regia di Maccallini, ricca e con una sua spettacolarità grazie a varie invenzioni, un bel ritmo e una qualità che rifugge ogni volgarità, oggi tanto facile in questo genere di spettacoli.
Il Tempo  (Stefania Mottola)
Una serie incessante di colpi di scena al limite del parossistico.
Il Giornale  (Ariela Piattelli)
Brillante commedia musicale, esilarante, sagace. Uno spettacolo dove musiche, coreografie, luci ed effetti speciali contribuiscono a creare un’atmosfera adeguata.
UN UOMO A PEZZI
di Claudio Carafòli e Bruno Maccallini. Regia Claudio Carafòli. Con Bruno Maccallini, Cristina Noci e Antonella Voce.
Il Tempo  (Tiberia de Matteis)
Un occasione singolare di divertimento spensierato… Bruno Maccallini rivela un talento indiscutibile nel vestire i panni di uno scienziato e subito dopo dei suoi tre figli.
Tuttoteatro  (Letizia Bernazza)
La pièce resta sospesa tra le maglie di un plot che funziona essenzialmente come pretesto per i numeri cabarettistici di Bruno Maccallini (grande trasformista e attore dall’inesauribile vena comica) e un impianto registico firmato da Claudio Caràfoli che tende ad amalgamare il linguaggio del musical e lo stile del varietà.
TRE DELITTI
di Giovanni Clementi, Edoardo Erba, Angelo Longoni. Regia Bruno Maccallini. Con Edy Angelillo e Blas Roca-Rey.
Il Tempo  (Tiberia de Matteis)
Da non perdere l’intelligente spettacolo TRE DELITTI che apre felicemente la stagione del Teatro della Cometa e segna la rivincita dei drammaturghi contemporanei italiani sui ben più frequentati autori stranieri.
La Stampa  (Masolino D'Amico)
Bruno Maccallini dirige in scioltezza, in una divertente scenografia dell’infallibile Chiti, la spiritosa ed energica Edy Angelillo e Blas Roca-Rey adattissimo ad offrire un giovanotto qualunque dai possibili risvolti ambigui.
Il Giornale  (Laura Novelli)
Edy Angelillo e Blas Roca-Rey ben diretti da Bruno Maccallini. Ironici, briosi, sensibili, poliedrici, grotteschi quanto basta, i due attori trascinano il pubblico in un intreccio di situazioni che, a dispetto del titolo, stemperano le impronte noir proprio del genere delittuoso e thriller in atmosfere paradossali e assurde, non scevre da fantasiosi rimandi fumettistici.
LA VECCHIA SINGER
di Giovanni Clementi. Regia Bruno Maccallini. Con Massimo Wertmüller, Amanda Sandrelli, Blas Roca-Rey, Simone Colombari e Roberto Stocchi.
Il Corriere della Sera  (Paolo Petroni)
Un teatro documentario, capace di far rivivere un momento storico…grazie agli attori e alla regia di Bruno Maccallini, minuziosamente realista, ma anche capace di suggerire qualche inquietudine.
La Repubblica  (Rodolfo di Giammarco)
Uno studio dell’ignavia, della banalità, dello spirito di contraddizione. Brava la Sandrelli nella furia non vedente e nella vena canora francese.
Il Tempo  (Tiberia de Matteis)
Amanda Sandrelli si cala con delicatezza nella parte della non vedente alternando con sorvegliata eleganza i toni bruschi di una persona ferita con i candidi stupori di un’anima troppo pura, Massimo Wertmüller emoziona nell’incarnare il sano romano di estrazione proletaria.
La Stampa  (Masolino D'Amico)
Ce ne fossero di testi nuovi capaci di tenere viva l’attenzione e allestimenti egregi come questo diretto da Bruno Maccallini.
L'Unità  (Aggeo Savioli)
Ci sentiamo, dunque, di raccomandare vivamente la visione di questo spettacolo, che si avvale della pertinente regia di Bruno Maccallini e del partecipe apporto degli attori, un quintetto di attori assortito a dovere.
L'Avanti  (Renato Ribaud)
La più scrupolosa attenzione è stata dedicata alla ricostruzione di un’epoca, grazie all’attenta regia di Bruno Maccallini. Massimo Wertmüller interpreta con disinvoltura il suo personaggio che ricorda da vicino la personalità di Aldo Fabrizi.
KABARETT UND PASSERELLA
di Bruno Maccallini e Jörn Schnell. Regia Bruno Maccallini. Con Christin Marquitan, Dodo Gagliarde, Bruno Maccallini, Vanessa Crane, Pietro de Silva e Fatima Scialdone. Ospiti: Lina Sastri, Maddalena Crippa e Maria Rosaria Omaggio.
Il Messaggero  (Rita Sala)
KABARETT UND PASSERELLA mette a fuoco i rapporti fra le due culture, quella tedesca e quella italiana, che spettacolarizzano sentori e coscienze del disastro con lo stesso spirito, fra il Venti e il Quaranta. One man-show, canzoni, battute, stupidera fortemente ironica, satira politica più o meno mascherata, montaggio in ascesa verticale.
Il Sole 24 Ore  (Antonio Audino)
Tavoli e sedie nel verde giardino dell’Accademia Filarmonica Romana e un palcoscenico sul quale rievocare le memorie del Cabaret tedesco e i fasti del nostro Avanspettacolo…Al Kabarett e al varietà leggero spetta il privilegio di rendere alcune verità per lampi improvvisi, spostandole sull’asse del paradosso, logico e linguistico, e rovesciando tutto nel comico.Tutti in continuo ironico dialogo con l’orchestra diretta da Pino Cangialosi.
LA SIGNORA IN BLUES
di Pierpaolo Palladino da un’idea di Bruno Maccallini. Regia Bruno Maccallini. Con Lino Patruno, Cristina Aubry e Italian Vocal Quartet.
La Repubblica  (Rodolfo di Giammarco)
Fa pensare a certi climi di “Una giornata particolare”, a sfolgorii autarchici, a dignità gaddiane, e a clandestinità da italietta in cerca di emozioni, questo testo che delicatamente svolge una parabola artistico-umana legata alle sorti del regime. Un cameo moderno, un mix di linguaggi e di problemi di coscienza.
Il Giornale d'Italia  (Gianluca Verlezza)
Uno spettacolo bello e suggestivo che consigliamo a tutti per bravura di interpreti e raffinatezza di allestimento. Se la Aubry si conferma meravigliosa attrice che dà volto e voce a mille personaggi, Patruno è una piacevole sorpresa in veste di attore, di testimone e narratore di un epoca musicale da lui amata.
Il Tempo  (Tiberia de Matteis)
La SIGNORA IN BLUES inaugura la stagione del Teatro della Cometa nel segno di una gradevolezza lieve e sorridente…Uno spettacolo piacevolmente colto e raffinato.
Primafila  (Angelo Pizzuto)
Emozione e sentimento, disincanto e godimento evocativo catturano, in men che non si dica, lo spettatore de LA SIGNORA IN BLUES.
 

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